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Concerviano e

la Valle del Salto

 

Concerviano

 

 

 

Concerviano, che anticamente si chiamava “Concervianum”, è un piccolo comune della provincia di Rieti ubicato nelle terre a nord del Cicolano, appellativo che deriva da un’antica popolazione, gli “Aequicoli”, che vivevano in questi luoghi ai tempi degli antichi romani; dalla corruzione di tale termine, che nel medioevo divenne “Eciculi”, deriva il nome “Cicolano”.

 

Il paese è collocato in un territorio di grande valore naturalistico e storico, caratterizzato da altipiani collinari con altezze che

variano dai 600 ai 1100 m. s.l.m., dominando così la vallata sottostante ed offrendo agli amanti della natura, scorci e splenditi panorami della Valle del Salto. Concerviano è facilmente raggiungibile dalla Capitale, in quanto dista 77 km da Roma, a 18 km si trova invece Rieti, città ricca di bellezze paesaggistiche come il Monte Terminillo, splendida località sciistica, e storiche come la Valle Santa con i suoi Santuari Francescani, mentre a 7 km vi è il Lago del Salto, stupenda località turistica con ristoranti e lidi attrezzati per la balneazione, da molti considerato “un regno” per gli amanti della natura, della pesca e dello sport.

 

Cenni storici

 

La caduta dell’Impero romano d’Occidente e le continue invasioni barba-riche seguenti il crollo, procurarono agli abitanti del Cicolano condizioni di vita particolarmente proibitive. Guerre, carestie e pestilenze, spinsero gran parte della popolazione, decimata nel numero, a

lunghi periodi di povertà,

vivendo di un’agricoltura di pura sussistenza. Rinvigorite dalla sventura, le popolazioni si riunirono in “communitates” e, con l’aiuto dei Signori e dei monaci benedettini che riempirono il territorio di piccole chiese, si diedero ad edificare castelli e torri sopra luoghi scoscesi, difficili all’accesso ed adatti alla difesa.

 

Concerviano deve probabilmente le sue origini a questi eventi, ed ai monaci che nel 735 d.C., fondarono l’Abbazia di S. Salvatore Maggiore sui possibili resti di una preesistente villa romana, visto la presenza nella zona di colonne di granito grigio e rosso, e pezzi di marmo e fregi di vario colore. Dato importante da sottolineare, in quanto il territorio dell’agro reatino vicino a quello di S. Salvatore, era cosparso di ville che appartenevano alle nobili famiglie Romane. Le ricorda Terrenzio Varrone Reatinum illum Romanae

eruditionis parentem”, e tra le varie famiglie vi erano i Coriolana, Cotta, Cannea, Cocceja, Clodia, Munia, Appia ed altre, e tra tutte spiccava per magnificenza la villa di Quinto Assio.

 

Non vi sono notizie sulle prime vicende del castello di Concerviano, la cui fondazione si ipotizza sia avvenuta nel XII secolo, e le prime notizie certe risalgono solamente al XIII secolo, esattamente il 1252, dove si registra l’esistenza di due chiese, quella di S. Nicola e di S. Andrea, a conferma di una nutrita presenza di abitanti nell’area. Ciò che è certo è che sin dalla sua fondazione, Concerviano, che era uno dei tanti castelli dipendenti dall’Abbazia, fu legato agli eventi che circondarono il monastero.

 

Nel sinodo farfense del 1685 venivano elencati i castelli soggetti a San Salvatore, e cioè Longone (Lungùn), Varco (Varcus), Vallecupola (Vallis Cupula), Capradosso (Castrum Capradossi), Rocca Ranieri (Arx Raynerii), Concerviano (Concervianum), Castel S. Pietro (Podium San Petri), S. Silvestro (Sancti Silvestri), Offeio (Offedium), S. Martino (Castrum San Martini), Pratoianni (Pratojanne), Vaccareccia (Vaccaritia), Poggio Vittiano (Podium Vittianum), Rocca Vittiano (Arx Vittiana), Porcigliano (Porcilianum, oggi Fassinoro), Magnalardo (Castrum Magnorum Larium), Cenciara (Censuaria), Nèspolo (Nespolum), Ospaniscus, Fiumata (Flumata), e sobborgo reatino (et Suburbium Reatinum).

 

Nei secoli che seguirono la dominazione Franca, la maggior parte delle città italiane intrapresero una forma autonoma di governo. Erano i tempi delle guerre tra città, di prepotenze baronali, e a causa di ciò i piccoli e deboli centri cercavano sostegno ed aiuto dai grandi e dai forti.

 

Accadde quindi che per questa necessità, nel 1282 tutti i castelli dell’Abbazia di S. Salvatore Maggiore, tra cui Concerviano, si posero sotto la protezione e la difesa del Comune di Rieti, ed alla presenza di Guglielmo di Orvieto, Podestà della città di Rieti, promisero fedeltà, obbedienza e vassallaggio al suddetto Comune, dal quale in cambio dovevano essere protetti e difesi, “sotto pena”, a chi rompeva i patti, di risarcire il danno versando la somma di “cento marche d’argento”. Si presume che solo nel 1290, grazie all’intervento di papa Niccolò IV, i castelli tornarono sotto le dipendenze dell’Abbazia.

 

Nel 1817 Concerviano con i suoi 236 abitanti, era una frazione del Comune di Roccasinibalda, mentre nel 1853 con 261 abitanti, divenne comune autonomo.

 

Concerviano oggi conserva ancora l’antico impianto urbanistico, all’interno della rettangolare cinta muraria; le due torri in parte medievali, una a pianta quadrata con merli guelfi, feritoie arciera/archibugiera e bertesca con caditoia (fig. 1/2/3/4/5), l’altra a pianta semicircolare recentemente ricostruita (fig. 6), e con l’ingresso al paese che affaccia sulla piazza S. Nicola e sull’omonima chiesa (fig. 7/8).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Concerviano.

Concerviano e la neve.

Un vicolo del paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

fig. 1: Torre con merli, feritoie e bertesca.

fig. 2

fig. 6

fig. 8

fig. 7

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fig. 3: Merli guelfi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fig. 4: Feritoia arciera/archibugiera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fig. 5: Bertesca.